Vita dura (anche) per il cyberbullo!

Posted by on Lug 8, 2017 in Privacy | 0 comments

È entrata in vigore il 18 giugno scorso, la legge n. 71/2017 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

Ma cos’è esattamente il «cyberbullismo» di cui tanto si sente parlare quale fenomeno sempre più diffuso nell’era digitale?

Interessante la definizione che offre il legislatore, questa volta attento a cogliere l’essenza del fenomeno, così come anche le varie sfumature ed accezioni sociologiche: per cyberbullismo s’intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

Ma vediamo, in sintesi, i principali punti d’interesse della legge:

– l’oscuramento del Web, cioè la possibilità per il minore sopra i 14 anni, vittima di cyberbullismo, o anche per il genitore, di chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, di rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete.

E se non si dà seguito alla misura preventiva richiesta entro 48 ore? Beh, a dare il supporto, in questi casi, è lo stesso Garante della privacy cui l’interessato può rivolgersi e che interviene direttamente entro le successive 48 ore (una misura che garantisce una tutela ripristinatoria piena ed efficace perché appunto promana dall’Organismo pubblico deputato ai controlli: quindi un intervento immediato, ad esempio direttamente oscurando il sito, il video, o il contenuto illecito);

anche il Questore gioca un ruolo importante nella lotta al cyberbullismo: ed infatti, in caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, almeno fino a quando non vi sia una querela o denuncia, il cyberbullo potrà essere formalmente ammonito dal Questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori (insieme al minore sarà convocato anche un genitore); in pratica, viene estesa al cyberbullismo la collaudata procedura di ammonimento già prevista dal legislatore in materia di stalking;

– viene istituito, presso la Presidenza del Consiglio, un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno: misura anche questa utile per standardizzare, nel tempo,   procedure di prevenzione e per coadiuvare le attività parlamentari nella funzione legislativa e gli Organi giurisdizionali.

Tante quindi le misure e tante le istituzioni tirate in ballo per contrastare le molestie on line che spesso hanno dato luogo, negli ultimi tempi, ai tristemente noti episodi di cronaca.

Ma, e siamo sicuri di cogliere nel segno, è il coinvolgimento dell’Istituzione scolastica il punto cardine della legge!

In ogni scuola, tra i professori, sarà individuato un referente qualificato (il docente anti-bullo)  per le iniziative contro il cyberbullismo; il Dirigente scolastico è tenuto ad informare subito le famiglie dei minori coinvolti in episodi di bullismo informatico e, se necessario, convoca tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore cyberbullo; il Miur ha, invece, il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l’altro, sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre ai singoli Istituti è demandata l’educazione alla legalità e all’uso consapevole e diligente di internet.

È  proprio il ruolo affidato alla scuola, quantomeno sul piano preventivo, ad integrare la misura più efficace nella lotta al cyberbullsimo!

Tutto ciò, però, può avvenire se vi è piena responsabilità e conoscenza nell’assunzione delle iniziative per i percorsi formativi ed educativi necessari ad informare l’intero ambiente scolastico, partendo dai soggetti più deboli, appunto i minori.

L’affiancamento di un team di consulenti, come il Team Provacy, esperto nelle tematiche in questione, appare allora utile e necessario se si vogliono rendere effettive le misure a tutela delle nuove generazioni contro i rischi derivanti da un uso distorto e molesto della rete.

Contatta il Team PROVACY, chiamando il numero 0832.528238.